legalità

Libera e Cgil insieme per la trasparenza

Maurizio Torretti
LEGALITA'. La Cgil F.p. di Roma e del Lazio ha recentemente aderito all’Associazione Libera di Don Ciotti e sottoscritto un protocollo in cui è stabilito un percorso comune per affermare e praticare la legalità nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni.

Per la Cgil non sono certo una sorpresa le recenti dichiarazioni del vicepresidente della Commissione Antimafia Fabio Granata sulla violazione del protocollo d’intesa che avrebbe dovuto filtrare le candidature sospette o in odore di mafia alle scorse tornate elettorali.
 

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«Ho scelto la scrittura per fare i conti con il mio vissuto»

Pietro Nardiello
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INTERVISTA. Maria Rosaria Nuvoletta, docente di psicologia e nipote di Lorenzo, il padrino della città di Marano che sedeva intorno allo stesso tavolo dei padrini di Cosa Nostra, ha pubblicato il suo primo romanzo. È l’occasione per incontrarla e per parlare di lotta alla criminalità ma anche di quella contro una discarica maleodorante troppo vicina all’abitato.

Pochi mesi fa via Cupa del Cane di Marano era diventata un laboratorio politico. La popolazione di questo territorio aveva deciso di ribellarsi alle scelte di un governo che qui avrebbe voluto collocare, contro ogni logica e proprio all’interno di un parco collinare, una discarica di rifiuti. Adesso qui a Marano il fetore che la gente deve, quotidianamente, subire è diventato insopportabile.

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Restare a Roma nella legalità

Ylenia Sina
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MIGRANTI. I lavoratori africani deportati da Rosarno aderiscono alla mobilitazione del primo marzo.

«Vogliamo che il governo di questo Paese si assuma le sue responsabilità e ci garantisca la possibilità di lavorare con dignità». Termina così la lettera presentata martedì mattina dall’Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno durante una conferenza stampa in piazza S. Marco a Roma. Hanno chiesto che il permesso di soggiorno rilasciato agli undici africani feriti durante gli scontri di Rosarno, «sia accordato anche a tutti noi, vittime dello sfruttamento».

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«Cari giovani, hanno ucciso uno di voi»

don Pino Demasi
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LEGALITA'. Francesco Maria Inzitari aveva 18 anni. È stato ucciso in un agguato a Taurianova (Rc) lo scorso 6 dicembre. Era figlio di di Pasquale Inzitari (ex Udc), condannato, il 18 settembre scorso dal gip di Reggio Calabria a 7 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Pare fosse questa la sua unica colpa. Il suo omicidio ha scosso il territorio. Don Pino Demasi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi e referente di Libera, ha subito scritto un appello ai giovani del territorio chiedendo di ribellarsi alla ‘ndrangheta. Ai mafiosi, durante i funerali, ha chiesto di convertirsi.

APPELLO AI GIOVANI:

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Amore per il territorio e la legalità. In cooperativa

Danilo Chirico
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LUOGHI PRECARI: Giacomo Zappia racconta l’esperienza di Valle del Marro, che aderisce all’Associazione Libera: «La cooperativa nasce nel 2004 ma di fatto abbiamo iniziato a lavorarci nel 2002, quando si iniziò a parlare della possibilità di attuare in Calabria un progetto per la gestione dei beni confiscati alle mafie». I 30 ettari iniziali sono diventati 120 e i nove soci dell’avvio sono ora quindici.
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Le mani del Pdl sul progetto Case. Grazie alla legalità stile Bertolaso

Angelo Venti
TERREMOTO. Nella lista di aziende subappaltatrici figura la Korus srl, impresa di cui è amministratore e socio unico il senatore Filippo Piccone. Un affare ottenuto per “chiamata diretta”, scavalcando le leggi ordinarie con la scusa dell’emergenza.

Piatto ricco mi ci ficco. Così deve aver pensato Filippo Piccone, senatore della Repubblica nonché coordinatore del Pdl abruzzese, all’indomani della scossa del 6 aprile. E se come coordinatore Piccone dichiara che il centro economico e decisionale della Regione è ormai Pescara, l’imprenditore Piccone è invece consapevole che gli affari, con il sisma, si fanno soprattutto a l’Aquila.

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La mafia dei numeri

Pietro Orsatti
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SICUREZZA. Quasi 6 miliardi di euro sequestrati, poco meno di 2 quelli confiscati, 3.630 mafiosi arrestati. E' un trionfo per l’affermazione della legalità. Così, almeno stando alle dichiarazioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni.

«Mai nessun governo precedente aveva raggiunto risultati simili», ha dichiarato il ministro dell’Interno Roberto Maroni nei giorni successivi all’arresto di quello che ha definito «il numero due di Cosa nostra», Domenico Raccuglia. I beni sequestrati alla mafia sono stati 10.089, ha fatto sapere alla stampa, per un controvalore di 5,6 miliardi di euro (+56%), mentre quelli confiscati sono 2.673, pari a 1,7 miliardi (+364%).

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«Dopo la Resistenza è il tempo della Rivolta»

Diego Carmignani
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RADICALI. Il Congresso di Chianciano è l’occasione per riflettere sull’emergenza legalità. Secondo la deputata Elisabetta Zamparutti, tesoriera di Nessuno tocchi Caino, quello della giustizia è il problema sociale più urgente.

Qual è la principale connotazione di questo congresso radicale?

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Clemenza sgradita al regime

Rossella Anitori
CARCERI Amnistia necessaria per ripristinare la legalità nelle carceri e nei tribunali secondo Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino.

Amnistia. Un termine che molti, in Italia, vorrebbero cancellare dal dizionario. Eppure, secondo Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino, oggi quanto mai necessario. «L’amnistia è indispensabile per ripristinare la legalità nelle carceri e nei tribunali - sostiene D’Elia -.
 

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L’Aquila, voglia di legalità

Pietro Orsatti
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RICOSTRUZIONE Legambiente e Libera promuovono un Osservatorio che affiancherà le istituzioni nel monitoraggio del corretto smaltimento delle macerie. Don Ciotti: «Non c’è regione che si possa dichiarare esente dal fenomeno mafia».

 

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