ARCHEOLOGIA. Un’ipotesi antica torna di attualità: le circa ottocento figure nel deserto, visibili solo dall’alto, erano una mappa che indicava dove trovare pozzi e sorgenti acquifere. Ma la teoria non soddisfa un’altra questione: a chi servivano?
Anni fa Melchiorre Gerbino, quel singolare viaggiatore e ricercatore di arcani, raccontò in televisione a proposito delle linee sull’altopiano di Nazca una spiegazione da lui udita a Lima: gli antichi sacerdoti della civiltà preincaica, che indossavano pompose vesti, venivano issati in aria dove, grazie alle particolari correnti ascensionali, progettavano le direzioni da seguire per disegnare le celebri figure.