Ambiente

Imparare dalla condanna

Francesco Iacotucci (www.napolionline.org; Terra Campania)
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RIFIUTI. La pesante eredità di tanti anni di commissariamento emerge dalla lettura dei documenti della Corte di Giustizia.

La Corte di Giustizia di Lussemburgo ha condannato L’Italia per «non aver adottato tutte le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e danneggiare l’ambiente». La causa era iniziata nel luglio 2007 e si concluse con la richiesta di condanna a giugno 2008. Una condanna come questa dovrebbe far riflettere mentre il dibattito che ne emerso è stato purtroppo alquanto sterile, fatta di accuse reciproche e sostanziale deresponsabilizzazione rispetto a quanto detto Corte di Giustizia europea.

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«Acerra, una ferita»

(Terra Campania)
PROTESTA. La città del termovalorizzatore ha ritirato i rappresentanti dall’Osservatorio.

Il Comune di Acerra ha deciso di ritirare i propri rappresentanti dall’Osservatorio ambientale del termovalorizzatore, istituito dal governo, in segno di protesta contro «il mancato confronto con le istituzioni sovracomunali» sulle decisioni prese per l’impianto.

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Il Consorzio dalle uova d’oro

Pasqualino D’Aniello (Il Gazzettino Vesuviano; Terra Campania)
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IL CASO. L’Ente di bonifica nell’Agro nocerino sarnese e l’opera di ingegneria idraulica risalente al regno borbonico.

Vengo invitato dalla signora Lucia Lombardo, residente a Sant’Antonio Abate, che si è distinta alla scorse elezioni amministrative abatesi per aver presentato una candidatura a sindaco di protesta con una lista composta da venti casalinghe.

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Difendiamo l’acqua pubblica

Sara Picardo
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INIZIATIVE. Il 20 marzo il Forum dei comitati e numerose associazioni manifestano contro il decreto Ronchi.

«Se è vero che con il decreto Ronchi si è dato il via libera definitivo alla privatizzazione dei servizi pubblici, è altrettanto vero che sul tema dell’acqua, la battaglia culturale la stiamo vivendo noi».

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Guidonia dice basta ai veleni

Ylenia Sina
MOBILITAZIONE. E' lunga la lista dei motivi per cui domani pomeriggio il Comitato per il risanamento ambientale (Cra) di Guidonia ha deciso di scendere in piazza a favore della vivibilità dell’area a nord-est di Roma.

Un impianto per produzione di Cdr, l’ampliamento della discarica dell’Inviolata, un cementificio, impianti chimici, e un nuovo svincolo autostradale. Potrebbe continuare a lungo la lista dei motivi per cui domani pomeriggio il Comitato per il risanamento ambientale (Cra) di Guidonia ha deciso di scendere in piazza a favore della vivibilità dell’area a nord-est di Roma.

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La Lav in campo per le galline

Diego Carmignani
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ANIMALI. Secondo la nuova indagine condotta dalla Lega anti vivisezione, le informazioni sulle etichette di molte confezioni di uova sono ingannevoli, fuorvianti e non corrispondenti alla realtà allucinante della cova in batteria.

Le uova consumate mediamente ogni anno dal cittadino europeo sono 220. Nel nostro Paese, il numero complessivo è di 12,9 miliardi. Le galline “italiane” che ci consento questa alimentazione vivono, nell’80 per cento dei casi (68 nell’Ue), in gabbie di batteria, piccole come un foglio di carta A4.

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Atomo e importazione di energia. L’Italia non rispetterà i target Ue

Alessandro De Pascale
BRUXELLES. La Commissione pubblica le stime sul raggiungimento del 20 per cento di produzione da fonti rinnovabili entro il 2020. L’Europa ce la farà. Ma non il nostro Paese che ha scelto di acquistarla all’estero e di tornare al nucleare.

La Commissione europea ha diffuso ieri le stime preliminari sugli obiettivi energetici. Realizzate sulla base dei documenti programmatici inviati a Bruxelles dai singoli Paesi membri. L’Ue nel suo insieme riuscirà a superare il target del 20 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Anche se di poco. In totale a livello comunitario dovrebbe arrivare al 20,3 per cento. Perché non tutti i Paesi dell’Unione raggiungeranno l’obiettivo. Il nostro Paese potrà farlo solo comprando l’energia verde da altri Paesi.

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Mal’aria industriale

Rossella Anitori
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AMBIENTE. L’inquinamento atmosferico prodotto da fonti industriali è in aumento. È quanto emerge dal rapporto annuale sul fenomeno elaborato da Legambiente. «Non è stato fatto abbastanza per tutelare la salute dei cittadini».

Cementifici, acciaierie, centrali a carbone, raffinerie, inceneritori, gassificatori e rigassificatori. L’industria continua a contaminare l’aria che respiriamo. Su 191 impianti in funzione sul territorio nazionale, 150 operano in assenza di autorizzazione ambientale. E in Italia è boom di inquinamento atmosferico prodotto da fonti industriali. Micro e macro polveri sono in aumento. A dare l’allarme è Legambiente, che ha presentato ieri  Mal’Aria industriale 2010, il rapporto annuale sul fenomeno.

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L’inceneritore non è la soluzione

Ylenia Sina
MOBILITAZIONE. A Paderno Dugnano la città scende in piazza per dire no alla realizzazione dell’impianto.

Prima una manifestazione, poi un presidio. Una petizione firmata da 5.650 cittadini. Per il comitato No Inceneritore di Paderno Dugnano, nato il 23 febbraio scorso, a cui si aggiungono quello di Cormano e quello di Novate Milanese, costituitosi venerdì scorso, la mobilitazione è già a pieno regime.

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Il Comune si beve gli sponsor etici

Riccardo Troisi (Presidente Reorient Onlus e Consorzio Città dell'Altraeconomia; L'Inkontro.info)
IL CASO. Una delibera impegna il Campidoglio a scegliere i sostenitori non solo in base alla convenienza economica.

Il 15 novembre 2004, il Consiglio comunale approvò il regolamento sugli sponsor etici. Con questo regolamento il Comune di Roma si impegnava  a scegliere gli sponsor non solo in base alla convenienza economica dell’offerta, ma anche tenendo conto del rispetto, da parte dell’impresa sponsor, dei diritti umani, di quelli dei lavoratori e dell’ambiente.

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